mercoledì 30 maggio 2007

Autodifesa del bagnante - Estate 2007

Ciao boys and girls,
vi riporto un articolo di giornale....da me semplificato al fine di fornire un po' di informazioni riguardo l'estate 2007 che si annuncia calda, caldissima, e non solo in senso meteorologico.
Nella nostra Italia rischia di scoppiare una "guerra delle spiagge" fra il popolo dei bagnanti e i gestori degli stabilimenti balneari. Pomo della discordia, l'ingresso libero e gratuito per raggiungere l'agognata battigia e tuffarsi finalmente in mare.
I politici hanno predisposto addirittura un "Manuale di autodifesa del bagnante" che verrà presentato ufficialmente venerdì prossimo, 1 giugno.

Ecco un articolo molto interessante che si deve assolutamente conoscere.
All'origine della "querelle", c'è la norma contenuta nell'ultima finanziaria (art. 1 - comma 251 - legge 296/2006) che recita testualmente: "È fatto obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l'area ricompressa nella concessione, anche al fine della balneazione". Il provvedimento è stato approvato dal Parlamento il 27 dicembre scorso ed è dunque legge dello Stato.

Ancora non c'è nulla di ben definito, quindi credo che sia giusto attendere il "manuale di autodifesa del bagnante".

È quanto basta, come si può capire da queste premesse, per scatenare una "guerra delle spiagge" intorno all'interpretazione e all'applicazione concreta della legge. I Verdi sostengono che questa consente a chiunque di entrare gratis in qualsiasi stabilimento, attraversarlo e raggiungere la battigia (la striscia di 5 metri tra la zona della risacca e l'arenile) per fare il bagno: magari depositando i propri indumenti e l'asciugamano sulla sabbia. Gli organi di governo, invece, ritengono che non si possa "occupare" la battigia neppure temporaneamente con oggetti ingombranti, anche per le ragioni di sicurezza stabilite dalla normativa precedente: e cioè per lasciare libero l'arenile in modo da organizzare eventuali interventi di salvataggio.

"Il mare è un diritto". "No al mare in gabbia". "Mare vostrum". Sono questi gli slogan bellicosi che campeggiano ora sul "Manuale di autodifesa del bagnante", preparato dai deputati del Sole che ride. Un vademecum che spiega ai cittadini in sandali e costume quali sono i loro diritti, suggerendo anche come comportarsi in caso di controversie e contestazioni, con tanto di modulo-tipo per segnalare o denunciare chi si rifiuta di rispettare una legge dello Stato e, naturalmente, di numero verde della Federazione dei Verdi (800.610.203).

Quale che sia l'auspicabile soluzione della vertenza, prima che le Capitanerie di porto mettano in atto la loro "energica azione di vigilanza", un fatto intanto è certo. Al contrario di quanto avviene nel resto del mondo, in Italia le spiagge sono sempre più care e meno accessibili. Eppure si tratta di concessioni pubbliche, vale a dire di terreni vincolati e protetti che lo Stato affida in gestione ai privati per offrire servizi a pagamento (cabine, bar, ristoranti, bagni), lasciando libero l'arenile.

Ma vediamo un po' di numeri e un po' di cifre....chissà quanto ci costerà andare a mare?!?!

Accade invece che, su un totale di 6.694 chilometri di coste e circa 3.500 chilometri di spiagge, almeno un migliaio di queste è occupato da stabilimenti e spesso si tratta di edifici in cemento costruiti materialmente sulla sabbia. A fronte di un canone annuo pari complessivamente a 40 milioni di euro, secondo gli ultimi dati elaborati dalla Patrimonio dello Stato Spa, si calcola che i gestori fatturano quasi due miliardi, con prezzi che ormai sono arrivati alle stelle: 15-20 euro per pagare il biglietto d'ingresso e fare il bagno; dai 1.500 ai 3.000 euro a stagione per la cabina, con un listino a parte per sedie a sdraio, lettini e ombrelloni.

Ancora qualche intervista....

"Il mare è di tutti e vogliamo riprendercelo", proclama il capogruppo dei Verdi Bonelli. E aggiunge: "Combattiamo contro norme antiquate, di stampo medievale, che hanno concesso in esclusiva alla cosiddetta imprenditoria balneare un bene comune come le spiagge, con la complicità di una certa classe politica e di troppe istituzioni distratte".

Voi che ne pensate?!? Di chi è la spiaggia? Come ci si dovrà comportare?!? A voi i commenti!!!
Salvatore Savarino

4 commenti:

Salvatore Savarino ha detto...

Forse il post è un po' troppo lungo?!?!?

Danilo ha detto...

SI, decisamente troppo lungo, ma l'ho letto o stesso! Interessante argomento direi. Abituato come sono in Sardegna, dove TUTTO è LIBERO non posso che essere a favore dei Verdi! Per me è inconcepibile dover pagare per andare al mare, OK all'affitto del lettino e ombrellone, ma l'ingresso proprio NO! Per quanto riguarda l'aspetto che è proibito lasciare oggetti appoggiati la in quella zona con quel nome che hai detto teeeeeee.. non sono d'accordo perché per il soccorso ci sono solo alcune corsie, che funzionano e non vedo perché questo debba essere applicato a tutta la spiaggia!

Quindi ragazzi, se volete unirvi ai Verdi in questa battaglia e occupare stabilimenti "a gratis" io ci sto'!

Bye

Salvatore Savarino ha detto...

Danilo.....l'ho chiamata in italiano.....chiamasi battigia il cosiddetto bagnasciuga....è quella parte che sta in riva al mare...proprio dove ti vai a bagnare i piedini....ahahhahahahah....se troppo lungo taglio eh?

Alberto ha detto...

In effetti il post era un po' lunghetto, ma discorsivo, e quindi si leggeva in fretta; bravo Salvo, ottimo riassunto ^_^. Per quanto mi riguarda non direi proprio che in sardegna è tutto libero, anzi... a seconda della zona si trovano più lidi che spiaggie libere. Sono d'accordo con Danilo per quanto riguarda l'ingresso in spiaggia che assolutamente non deve essere a pagamento (e non so neanche quanto sia legale farlo pagare). E' vero anche il fatto che la legge prevede che la striscia di spiaggia vicina al mare rimanga libera e non trovo del tutto sbagliato che sia così dato che quella zona (ve lo dico da buon ex-bagnino ;o) ) dovrebbe servire al passaggio in qualunque punto di mezzi di soccorso (peccato però che nel 90% dei posti non esistono tali mezzi). Per me quindi la spiaggia deve essere ad accesso libero ma se ci sono strutture è giusto farne pagare l'utilizzo (certo non 15-20 euro). Dati i prezzi pazzeschi, se vogliamo fare una protesta io ci sto!

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