lunedì 25 giugno 2007

Come combattere il Malumore!

Il raggiungimento della posizione eretta ha regalato all'uomo l'indipendenza e l'abilità di "homo faber", capacità di fare e agire nel mondo. Ma anche per relazionarci agli altri: alziamo un braccio davanti al viso per proteggerci da un colpo, lo portiamo teso davanti a noi quando vogliamo che qualcuno non si avvicini troppo, stringiamo tra le braccia le persone che vogliamo vicine.
Con le braccia prendiamo anche le distanze: troppo vicino, vi è confusione e mancanza di libertà, troppo lontano, la relazione si sfilaccia e si perde, ci si ritrova nella propria solitudine. La relazione corretta con l'altro e con le cose è anche l'arte della giusta distanza.

Le azioni principali delle braccia, a livello del gomito, sono la flessione e la supinazione dell'avambraccio: a livello della spalla partecipa all'antepulsione e, con il capo lungo, all'abduzione del braccio.


Le braccia sono collegate al tronco da numerosi muscoli che hanno un'azione sul movimento della gabbia toracica e quindi sulla respirazione. Più spesso le braccia vengono utilizzate come sostegno del peso corporeo, a braccia tese o a gomito flesso, a volte in completo equilibrio sulle braccia stesse. In queste ultime, quasi sempre tricipite e bicipite lavorano in sinergia per controllare l'articolazione del gomito e stabilizzarla. Trovare una sinergia tra il bicipite e il tricipite non solo migliorerà l'equilibrio fisico dell'individuo, ma si rivelerà un utile strumento per contrastare i malumori e la depressione, ossia l'ecquilibrio mentale.


Non a caso esprimiamo il disappunto dicendo "mi sono cadute le braccia", mentre la gioia di un atleta che taglia vittorioso il traguardo è spesso espressa sollevando le braccia al cielo.
CIAO :-)

1 commento:

Stefano ha detto...

Vero!!! Pienamente in accordo!:)
Leggi questi libri a proposito:
Louis Hay - Guarisci il tuo corpo
Anna Guglielmi - Il linguaggio segreto del corpo

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