Soprattutto adesso che sono vicina al suicidio, s'intende. Non vedo l'ora di ripetere l'esperienza, quest'estate dobbiamo superarci e incontrare almeno due cervi e fare almeno due macchie sul muro! Ditemi anche voi qualche bel ricordo della nostra vacanza così almeno non cederò alla tentazione di tagliarmi le vene col righello fucsia della valigetta art attack....
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lunedì 4 febbraio 2008
CHE BEI MOMENTI
Soprattutto adesso che sono vicina al suicidio, s'intende. Non vedo l'ora di ripetere l'esperienza, quest'estate dobbiamo superarci e incontrare almeno due cervi e fare almeno due macchie sul muro! Ditemi anche voi qualche bel ricordo della nostra vacanza così almeno non cederò alla tentazione di tagliarmi le vene col righello fucsia della valigetta art attack....
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mercoledì 30 maggio 2007
Autodifesa del bagnante - Estate 2007
Ciao boys and girls,
vi riporto un articolo di giornale....da me semplificato al fine di fornire un po' di informazioni riguardo l'estate 2007 che si annuncia calda, caldissima, e non solo in senso meteorologico.
Nella nostra Italia rischia di scoppiare una "guerra delle spiagge" fra il popolo dei bagnanti e i gestori degli stabilimenti balneari. Pomo della discordia, l'ingresso libero e gratuito per raggiungere l'agognata battigia e tuffarsi finalmente in mare.
I politici hanno predisposto addirittura un "Manuale di autodifesa del bagnante" che verrà presentato ufficialmente venerdì prossimo, 1 giugno.
Ecco un articolo molto interessante che si deve assolutamente conoscere.
All'origine della "querelle", c'è la norma contenuta nell'ultima finanziaria (art. 1 - comma 251 - legge 296/2006) che recita testualmente: "È fatto obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l'area ricompressa nella concessione, anche al fine della balneazione". Il provvedimento è stato approvato dal Parlamento il 27 dicembre scorso ed è dunque legge dello Stato.
Ancora non c'è nulla di ben definito, quindi credo che sia giusto attendere il "manuale di autodifesa del bagnante".
È quanto basta, come si può capire da queste premesse, per scatenare una "guerra delle spiagge" intorno all'interpretazione e all'applicazione concreta della legge. I Verdi sostengono che questa consente a chiunque di entrare gratis in qualsiasi stabilimento, attraversarlo e raggiungere la battigia (la striscia di 5 metri tra la zona della risacca e l'arenile) per fare il bagno: magari depositando i propri indumenti e l'asciugamano sulla sabbia. Gli organi di governo, invece, ritengono che non si possa "occupare" la battigia neppure temporaneamente con oggetti ingombranti, anche per le ragioni di sicurezza stabilite dalla normativa precedente: e cioè per lasciare libero l'arenile in modo da organizzare eventuali interventi di salvataggio.
"Il mare è un diritto". "No al mare in gabbia". "Mare vostrum". Sono questi gli slogan bellicosi che campeggiano ora sul "Manuale di autodifesa del bagnante", preparato dai deputati del Sole che ride. Un vademecum che spiega ai cittadini in sandali e costume quali sono i loro diritti, suggerendo anche come comportarsi in caso di controversie e contestazioni, con tanto di modulo-tipo per segnalare o denunciare chi si rifiuta di rispettare una legge dello Stato e, naturalmente, di numero verde della Federazione dei Verdi (800.610.203).
Quale che sia l'auspicabile soluzione della vertenza, prima che le Capitanerie di porto mettano in atto la loro "energica azione di vigilanza", un fatto intanto è certo. Al contrario di quanto avviene nel resto del mondo, in Italia le spiagge sono sempre più care e meno accessibili. Eppure si tratta di concessioni pubbliche, vale a dire di terreni vincolati e protetti che lo Stato affida in gestione ai privati per offrire servizi a pagamento (cabine, bar, ristoranti, bagni), lasciando libero l'arenile.
Ma vediamo un po' di numeri e un po' di cifre....chissà quanto ci costerà andare a mare?!?!
Accade invece che, su un totale di 6.694 chilometri di coste e circa 3.500 chilometri di spiagge, almeno un migliaio di queste è occupato da stabilimenti e spesso si tratta di edifici in cemento costruiti materialmente sulla sabbia. A fronte di un canone annuo pari complessivamente a 40 milioni di euro, secondo gli ultimi dati elaborati dalla Patrimonio dello Stato Spa, si calcola che i gestori fatturano quasi due miliardi, con prezzi che ormai sono arrivati alle stelle: 15-20 euro per pagare il biglietto d'ingresso e fare il bagno; dai 1.500 ai 3.000 euro a stagione per la cabina, con un listino a parte per sedie a sdraio, lettini e ombrelloni.
Ancora qualche intervista....
"Il mare è di tutti e vogliamo riprendercelo", proclama il capogruppo dei Verdi Bonelli. E aggiunge: "Combattiamo contro norme antiquate, di stampo medievale, che hanno concesso in esclusiva alla cosiddetta imprenditoria balneare un bene comune come le spiagge, con la complicità di una certa classe politica e di troppe istituzioni distratte".
Voi che ne pensate?!? Di chi è la spiaggia? Come ci si dovrà comportare?!? A voi i commenti!!!
Salvatore Savarino
vi riporto un articolo di giornale....da me semplificato al fine di fornire un po' di informazioni riguardo l'estate 2007 che si annuncia calda, caldissima, e non solo in senso meteorologico.
Nella nostra Italia rischia di scoppiare una "guerra delle spiagge" fra il popolo dei bagnanti e i gestori degli stabilimenti balneari. Pomo della discordia, l'ingresso libero e gratuito per raggiungere l'agognata battigia e tuffarsi finalmente in mare.
I politici hanno predisposto addirittura un "Manuale di autodifesa del bagnante" che verrà presentato ufficialmente venerdì prossimo, 1 giugno.
Ecco un articolo molto interessante che si deve assolutamente conoscere.
All'origine della "querelle", c'è la norma contenuta nell'ultima finanziaria (art. 1 - comma 251 - legge 296/2006) che recita testualmente: "È fatto obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l'area ricompressa nella concessione, anche al fine della balneazione". Il provvedimento è stato approvato dal Parlamento il 27 dicembre scorso ed è dunque legge dello Stato.
Ancora non c'è nulla di ben definito, quindi credo che sia giusto attendere il "manuale di autodifesa del bagnante".
È quanto basta, come si può capire da queste premesse, per scatenare una "guerra delle spiagge" intorno all'interpretazione e all'applicazione concreta della legge. I Verdi sostengono che questa consente a chiunque di entrare gratis in qualsiasi stabilimento, attraversarlo e raggiungere la battigia (la striscia di 5 metri tra la zona della risacca e l'arenile) per fare il bagno: magari depositando i propri indumenti e l'asciugamano sulla sabbia. Gli organi di governo, invece, ritengono che non si possa "occupare" la battigia neppure temporaneamente con oggetti ingombranti, anche per le ragioni di sicurezza stabilite dalla normativa precedente: e cioè per lasciare libero l'arenile in modo da organizzare eventuali interventi di salvataggio.
"Il mare è un diritto". "No al mare in gabbia". "Mare vostrum". Sono questi gli slogan bellicosi che campeggiano ora sul "Manuale di autodifesa del bagnante", preparato dai deputati del Sole che ride. Un vademecum che spiega ai cittadini in sandali e costume quali sono i loro diritti, suggerendo anche come comportarsi in caso di controversie e contestazioni, con tanto di modulo-tipo per segnalare o denunciare chi si rifiuta di rispettare una legge dello Stato e, naturalmente, di numero verde della Federazione dei Verdi (800.610.203).
Quale che sia l'auspicabile soluzione della vertenza, prima che le Capitanerie di porto mettano in atto la loro "energica azione di vigilanza", un fatto intanto è certo. Al contrario di quanto avviene nel resto del mondo, in Italia le spiagge sono sempre più care e meno accessibili. Eppure si tratta di concessioni pubbliche, vale a dire di terreni vincolati e protetti che lo Stato affida in gestione ai privati per offrire servizi a pagamento (cabine, bar, ristoranti, bagni), lasciando libero l'arenile.
Ma vediamo un po' di numeri e un po' di cifre....chissà quanto ci costerà andare a mare?!?!
Accade invece che, su un totale di 6.694 chilometri di coste e circa 3.500 chilometri di spiagge, almeno un migliaio di queste è occupato da stabilimenti e spesso si tratta di edifici in cemento costruiti materialmente sulla sabbia. A fronte di un canone annuo pari complessivamente a 40 milioni di euro, secondo gli ultimi dati elaborati dalla Patrimonio dello Stato Spa, si calcola che i gestori fatturano quasi due miliardi, con prezzi che ormai sono arrivati alle stelle: 15-20 euro per pagare il biglietto d'ingresso e fare il bagno; dai 1.500 ai 3.000 euro a stagione per la cabina, con un listino a parte per sedie a sdraio, lettini e ombrelloni.
Ancora qualche intervista....
"Il mare è di tutti e vogliamo riprendercelo", proclama il capogruppo dei Verdi Bonelli. E aggiunge: "Combattiamo contro norme antiquate, di stampo medievale, che hanno concesso in esclusiva alla cosiddetta imprenditoria balneare un bene comune come le spiagge, con la complicità di una certa classe politica e di troppe istituzioni distratte".
Voi che ne pensate?!? Di chi è la spiaggia? Come ci si dovrà comportare?!? A voi i commenti!!!
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lunedì 28 maggio 2007
Quanto siamo belli....?!?!
Quanto siamo belli da 1 a 10? sicuramente 1000.......bhè....inizialmente è stata dura, ma alla fine ci siamo davvero divertiti....!!! Ci sono tantissime altre foto davvero molto molto carine e le invierò al più presto più o meno a tutti. Qualcuno non è presente in foto (Luisa) in quanto si era nascosta dietro l'altissimo Danilo.....scherzo!!!
Finalmente un locale all'aperto....finalmente è arrivata l'estate.....finalmente.....il mare, finalmente il sole.....finalmente tuttooooo!!!
Alla prossima e buon divertimento.
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